BINDI-facebookPadova, 20 novembre 2016 - Carissima Rosy,

non è facile scrivere su quanto accaduto perché i pensieri affollano la mente e si accavallano, le parole di solidarietà nei tuoi confronti si mescolano alle parole di rabbia che mettono a nudo l’impotenza di fronte alla violenza!

Perché è violenza quella uscita dalla bocca del presidente della Regione Campania, che lancia messaggi chiari a chi li vuole intendere e allo stesso tempo indica come ci siano ancora “cattivi maestri” che predicano l’aggressività con il linguaggio, con una inevitabile influenza sui giovani, da parte di chi sta nelle istituzioni.

Ma l’aggressività non è un metodo: né di lotta politica, né di partecipazione democratica.

Tutti hanno come obiettivo delle proprie azioni quello di affermare la propria presenza e la propria identità, personale e di idee, ma il rispetto per il pensiero e soprattutto per la dignità delle persone non deve per nessun motivo venire meno.

In questo caso, poi, non sono state contestate delle tue personali opinioni, ma negato un fatto storico: le conclusioni della commissione anti-amafia che presiedi.

Per questo, pur comprendendo le ragioni di chi ci suggeriva prudenza ed oblio del fatto, per non rappresentare ulteriormente una immagine sfrangiata del partito, ti scriviamo: non devi essere lasciata sola. Sappiamo che hai affrontato da sola molte battaglie, ma la tua personale solidità non giustificherebbe il nostro silenzio.

 

logo democraticheLa Giunta Comunale di Venezia ha cancellato con un colpo di spugna il centro donna: più di 40anni di storia veneziana al femminile con 35 associazioni di donne che fanno riferimento al centro.

Una scellerata scelta politica fatta passare come riorganizzazione della macchina comunale metterà fine al luogo di riferimento regionale, un centro famoso per le sue attività ed il suo rilievo per la vita delle donne.

In questo 70esimo anno di vita della Repubblica, anniversario anche del primo voto delle donne e delle tante conquiste fatte, il sindaco di Venezia crede bene che le donne non possano più avere un luogo unico di incontro e di elaborazione di iniziative del volontariato femminile e lo smembra affidandone le parti a settori diversi che niente hanno a che vedere con gli obiettivi e le finalità finora perseguiti dal Centro Donna e che può e deve avere una valenza metropolitana, un centro che funge da collante data l'esperienza e la competenza!

Ma d’altra parte in un mondo in cui sempre di più prevale l’individualismo anche Brugnaro si fa interprete del pensiero unico individualista secondo il quale il bisogno delle donne in difficoltà è solo personale ed individuale, da risolvere in termini privati e senza l'investimento di risorse pubbliche. Non viene riconosciuta la qualifica di bisogno collettivo né tantomeno pubblico. Cioè: è colpa delle donne se hanno problemi!!!

anselmi01/11/2016 - Questo il testamento di poche parole che lascia Tina Anselmi alle donne, ma non solo alle donne!

Oggi come Democratiche Venete salutiamo una delle Madri della Repubblica, una nostra partigiana, la prima Ministra della Repubblica, donna riformatrice con valori profondi ed occhi sempre rivolti al futuro.

Il 01 luglio 2007 scriveva nel sito “Le DEMOCRATICHE” (http://ledemocratiche.it):

“Il cammino che dobbiamo percorrere richiede la capacità di guardare in avanti, là dove dobbiamo costruire il nostro futuro e per far ciò abbiamo bisogno di ciascuno e di tutti, esaltando le singole identità,  rispettandone i bisogni, i talenti, le memorie, gli ideali, le convinzioni religiose e politiche. Vivendo la libertà, non come un dono, ma come impegno costante per fare crescere la comunità e, nella comunità, il contributo del singolo. Vivendo la partecipazione, non come discriminante tra generazioni, ma come collante tra vecchi, adulti e giovani fidandoci di questi ultimi, perché il futuro appartiene loro”.

dignity dayLa maternità deve essere sempre una scelta libera e consapevole anche in un paese come l'Italia dove i tassi di denatalità stanno raggiungendo pericolosamente la soglia della sostenibilità sociale. Guai a pensare il contrario sarebbe davvero drammatico.

E allora bene una campagna se tende a informare e a far crescere consapevolezza sulle ragioni e le cause dell'infertilità. Ma sarebbe un errore pensare a una campagna che chiede alle donne di fare più figli e farli dunque presto perché il paese con questo bassissimo numero di nascite mette a rischio la sua tenuta.

Di fronte a questo rischio uno Stato giusto ed equo risponde mettendo in atto politiche in grado di sostenere di più, e meglio, la scelta della maternità quando questa, in assoluta libertà e massima consapevolezza, viene compiuta.

musulmaneDal giornale “La Stmapa” del 23 agosto 2016- Un grande dibattito si è scatenato sui giornali e sui social sul divieto del burkini. Alcuni interrogativi sono d’obbligo. 

Perché in Francia si adotta una misura restrittiva ora, invece di interrogarsi sul modello adottato di integrazione, che ha portato alla rivolta delle banlieues, alla costruzione di mondi separati che non comunicano? Il processo di integrazione è qualcosa di molto complesso, così come le politiche da adottare. Difficilmente l’integrazione può avvenire solo a suon di divieti. E’ come dare una piccola, piccolissima risposta ad un grande problema. Una piccolissima risposta, anche controproducente, perché in molti casi per le donne, a differenza del burqa, il burkini è l’alternativa ad essere ancora più ghettizzate in casa, senza poter andare al mare con i propri figli e interagire e socializzare, elementi chiave per il loro percorso di liberazione

Buster-675Sono 36 le donne uccise dall’inizio dell’anno da un familiare, un partner o, più spesso, da un ex. Molti di questi omicidi avvengono dopo settimane, mesi e a volte anni di minacce e persecuzioni. Proprio ricordando queste donne,comeSara Di Pietrantonio, la studentessa universitaria romana di 22 anni strangolata e poi bruciata dal suo ex fidanzato, è stata presentata daFondazione Donna a Milanoe Avanade Italy “Stalking Buster”, la app gratuita dedicata alla gestione delle situazioni di emergenza in caso di stalking o violenza.

1913822 femminicidio 1Dal giornale il Messaggero di mercoledì 17 Agosto 2016 - I reati comuni scendono, ma i femminicidi restano più o meno costanti. Mantenendo una percentuale quasi inalterata: il 34% delle uccisioni avvenute in Italia, criminalità organizzata compresa, è contro una donna. I numeri sono contenuti nel rapporto annuale sull’attività del Viminale, presentati dal ministro degli interni nella consueta conferenza stampa di ferragosto. Ma confermano indicazioni emerse da altre ricerche condotte all’estero (l’Unione europea, ad esempio, ha lanciato recentemente un progetto di raccolta dati sui crimini di genere). 

514f5161-e832-4623-b051-81215b602d07 mediumDa semplici cittadini/e, attiviste/i, operatrici e professioniste, rappresentanti istituzionali, possiamo fare tanto: chiedendo che si applichino fino in  fondo le norme che già ci sono, individuando i punti critici e i margini di miglioramento, chiedendo osservatori e monitoraggi sul fenomeno. donne sono esseri umani e i loro diritti vanno garantiti e difesi. 

Questo genocidio secolare contro le donne va affrontato e fermato, attraverso un'azione di prevenzione, di educazione alle relazioni, all’affettività, al rispetto delle differenze, con un lavoro per scardinare la cultura patriarcale che genera e legittima la violenza. Essenziale anche un lavoro sul linguaggio e i messaggi multimediali e sui mezzi di informazione, per contrastare gli stereotipi e gli attacchi violenti e sessisti in ogni ambito.

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camusso e bersani a napoli 18 febbraio 2012 dalle donne democrartiche
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