Mai sole. Un NO deciso alla violenza sulle donne

In questo ultimo fine settimana Rovigo si è mobilitata con le donne, per le donne e contro la violenza sulle donne, contro questo atto di barbarie che è diventato una strage, già ad oggi sono più di 50 le donne uccise

da compagni, ex-compagni, mariti, uomini e solo per il fatto di essere donne, persone e non una cosa di proprietà.
Venerdì sera all’Auditorium del Conservatorio Venezze, le Donne Democratiche hanno incontrato la vice Presidente del Senato, sen. Valeria Fedeli e con lei approfondito il tema del femminicidio a partire dalle radici culturali e sociali che sottendono a questa piaga.

La Senatrice ha evidenziato che c’è molto da fare, e che prima di tutto deve cambiare la cultura del Paese. Occorre creare davvero pari opportunità, senza nascondersi dietro ad una falsa neutralità formale,
che è solo altra forma di discriminazione.
Il primo punto è il lavoro, per invertire la rotta che ci vede tra gli ultimi posti per donne che lavorano, conquistando un vergognoso 74° posto, su 147, nella graduatoria del Global Gender Gap. Intendendo con questo misure concreted’intervento sui servizi, dagli asili a quelli per gli anziani, il sostegno alla maternità e il contrasto alle dimissioni in bianco, ma non solo: congedi parentali, flessibilità degli orari, incentivi al part-time, quote di parità nei consigli di amministrazione, condivisione dei tempi privati e di lavoro.
La vice Presidente del Senato ha aggiunto che le donne e gli uomini che siedono in Parlamento hanno un dovere civico e morale che è premessa di tutte le altre azioni: reagire alla crescente violenza, stoppare il femminicidio, costruire una società che rispetta le donne.

L’immagine e il ruolo della donna nella nostra società, negli ultimi anni, hanno subito solo offese senza alcuna politica attiva per le donne!
Le donne invece sono esempio di cultura dell’innovazione, di etica del lavoro, possono essere la corrente principale dei cambiamenti; è il momento di mettere in campo tutti gli strumenti utili anche a livello nazionale, costruendo la più larga alleanza possibile, nella direzione della task force interministeriale indicata dalla Ministra Idem, coinvolgendo anche le associazioni, tutte le donne e gli uomini.
“Con l’espressione violenza nei confronti delle donne – si legge nella Convenzione di Istanbul – si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano, o sono suscettibili di provocare, danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica”.
Ratificare una Convenzione come quella di Istanbul nel nostro Paese significa agire con pragmatismo, sapendo che c’è molto da fare e che la ratifica stessa è solo l’inizio.
Prima di tutto l’Italia si deve fare promotrice dell’allargamento del processo di ratifica, perché per entrare in vigore la Convenzione dovrà essere ratificata da almeno dieci Stati, di cui otto Stati membri del Consiglio d’Europa.
Secondo, occorre trovare altri strumenti, come una Commissione di indagine  parlamentare sul femminicidio e la violenza sulle donne, per conoscere meglio e agire più incisivamente e questi impegni richiedono anche delle risorse finanziarie.

Sabato pomeriggio le Donne Democratiche della Provincia di Rovigo, guidate dalla loro responsabile, Chiara Boaretto, hanno invitato donne e uomini a ritrovarsi in piazza Matteotti per un flash mob contro il femminicidio che ha voluto riprenderel’installazione di arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet, realizzata in Messico nel 2009 per ricordare gli eventi di Ciudad Juàrez, la città messicana al confine con gli Stati Uniti, che è  stata teatro a partire dal 1993 di svariati atti di violenza sulle donne e dove per la prima volta si è parlato di “femminicidio”.
Sono state disposte diverse paia di scarpe rosse da donna, portate dalle partecipanti, posate su ogni mattone della piazza e sopra al nome di ogni donna uccisa nel 2013, a simboleggiare un’ideale marcia silenziosa di donne assenti per la violenza subita.
Due Sindaci, Nicola Garbellini di Canaro e Vinicio Piasentini di S.Martino di Venezze,  hanno letto i nomi di tutte le donne uccise dall'inizio del 2013.
Con questa iniziativa si sono volute rappresentare le donne uccise, violate, sparite, che hanno lasciato un vuoto, ma ricordare anche che le scarpe sono simbolo di un cammino, quello sul quale si deve condividere in tanti la possibilità di contrastare la violenza.
Sono state tante le persone, donne e uomini, che hanno voluto esserci e metterci la faccia contro la violenza degli uomini sulle donne, le/li ringraziamo tutte/i.

Come ha detto Valeria Fedeli dobbiamo continuare ad esserci, farci valere, contare per una nuova civiltà, per una nuova dimensione di umanità, che sappia costruire una nuova relazione tra uomini e donne”.

Raffaela Salmaso - Responsabile Regionale Donne Democratiche del Veneto

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camusso e bersani a napoli 18 febbraio 2012 dalle donne democrartiche
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2 assessore puglia napoli
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3 delegazione veneto napoli
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4 sottosegretario napoli
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