Nessuna indulgenza verso lo stalking Senatrici Pd: norma da correggere subito

Senatrici Pd: norma da correggere subito
"Durante l'esame alla Camera del Dl carceri correggeremo le modifiche fatte al Senato, perché giudichiamo impensabile che non sia prevista la custodia cautelare per il reato di stalking".

E’ quanto affermato dalla presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio,Donatella Ferranti, a proposito dell’emendamento al decreto ‘svuota carceri’ approvato al Senato, secondo il quale i reati per i quali può scattare la custodia cautelare in carcere sono quelli punibili con un minimo di cinque anni, lasciando dunque fuori il reato di stalking, è la denuncia, per il quale la pena massima è di quattro. 


Secondo Ferranti "l'obiettivo di far scattare la custodia cautelare per i reati punibili con un minimo di 5 anni di reclusione ha aspetti lodevoli, ma non può essere realizzato senza valutarne le conseguenze nei vari casi. O si torna ai 4 anni o si prevedono specifici reati per i quali sia comunque prevista la custodia cautelare, e tra essi deve rientrare anche quello di stalking".

“Per il reato di stalking deve essere prevista la custodia cautelare in carcere e noi lavoreremo perché si torni al testo originale approvato alla Camera”. 
Ha incalzato Roberta Agostini, deputata del Pd e responsabile del Coordinamento Donne del Partito Democratico.

“In due giorni due vittime di femminicidio – ha ricordato Agostini -. Cristina ed Erika, accomunate dallo stesso destino: un uomo violento, che non accetta la fine di un rapporto. Entrambe avevano denunciato il loro assassino. Potevano essere salvate. Le leggi che ci sono vanno fatte rispettare ed è questo il compito delle istituzioni, dalle forze dell’ordine, magistratura, avvocati, che devono valutare la gravità dei casi e proteggere le donne”. 

Per questo, ha fatto sapere la deputata democratica, “assieme alle colleghe della commissione Affari costituzionali ho presentato una interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia per capire perché, nonostante le vittime di violenza denuncino, non si riesca a proteggere la loro incolumità. E’ necessario attivare un monitoraggio puntuale relativamente alle modalità di interazione delle istituzioni preposte alla sicurezza delle cittadine e dei cittadini”.

“Non dobbiamo dimenticare inoltre – ha sottolineato Agostini - che quotidianamente tante donne si salvano grazie al lavoro prezioso dei centri antiviolenza, che bisogna rafforzare ed estendere, anche accelerando la presentazione del nuovo piano d'azione contro la violenza”.

Per il presidente del Forum Giustizia del Partito democratico, Danilo Leva, “il Senato ha svuotato di senso il decreto carceri, tradendo quelli che erano gli obiettivi originali del governo”.
“Bisogna lavorare in queste ore affinché siano corrette alcune distorsioni palesi come sul reato di stalking, per trovare soluzioni che vadano nella direzione della tutela delle vittime di vere e proprie persecuzioni e di atti violenza".

Le senatrici del Pd Anna FinocchiaroValeria FedeliMonica CirinnàEmma FattoriniRosa Maria Di GiorgiRita GhediniPina Maturani, intanto, fanno sapere che "il decreto ribattezzato 'svuota carceri' approvato dal Senato, e che ora è all'attenzione della Camera dei deputati, è apertamente finalizzato a introdurre pene alternative al carcere per ridurre la pressione insostenibile dell'affollamento nei penitenziari. In questo contesto, è evidente che si tratta di ricorrere di più, in alcuni casi, per gli imputati in attesa di giudizio agli arresti domiciliari anziché alla custodia cautelare in carcere. In linea di principio, dunque, la ricerca di un miglioramento all'attuale situazione carceraria, e quindi anche di soluzioni alternative al carcere, è questione di buon senso". 

"Fatta questa premessa - è il ragionamento - , è chiaro che si deve discernere bene tra le diverse fattispecie di reato, e in nessun caso può essere ammissibile che uno stalker attenda il giudizio agli arresti domiciliari, perché si tratta di una contraddizione in termini ed è assolutamente prioritario allontanare l'aggressore per proteggere la vittima. Nessuno ha mai pensato, tra noi, di favorire un reato così odioso come lo stalking, che spesso prelude a reati più gravi come il femminicidio, che stiamo cercando di contrastare con un apposito disegno di legge ora all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. A questo punto è necessario correggere la norma approvata a Palazzo Madama ed è per questo che le nostre deputate, alla Camera, presenteranno emendamenti in tal senso". 

Non basta dire mai più Leggi l'articolo di Titti Carrano, Avvocata, presidente Di.Re. Donne in Rete contro la violenza - L'Unità

 

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camusso e bersani a napoli 18 febbraio 2012 dalle donne democrartiche
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