Femminicidio, si comincia a fare sul serio

"Le norme contro il femminicidio approvate oggi in Consiglio dei ministri sono una buona notizia. Sono il segno di un impegno serio nel contrasto alla violenza, come molte volte abbiamo discusso in queste settimane nelle aule parlamentari e come abbiamo chiesto approvando la Convenzione di Istanbul". Così Roberta Agostini, portavoce della Conferenza nazionale delle donne Pd.

"Il Paese e le donne attendono da tempo una seria strategia che tenga insieme prevenzione del reato, protezione della vittima e punizione del colpevole e che affronti con misure adeguate maltrattamenti e violenze avvenute all’interno delle mura domestiche. Sono norme che vanno nella giusta direzione, in particolare quelle che riguardano il reato commesso in presenza di minori o la violenza sulle donne in stato di gravidanza o, ancora, quelle che riguardano donne straniere o che allontanano il coniuge violento. Le istituzioni devono sempre più rendersi protagoniste di quel cambiamento culturale profondo che le donne chiedono e per il quale in tante si stanno impegnando".

Soddisfazione anche per Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali: "E' davvero un bel segnale che il Consiglio dei Ministri abbia approvato, nella riunione odierna, un decreto legge contro il femminicidio, dichiarando, con le parole del Premier Letta, 'una lotta senza quartiere' alla violenza contro le donne. L'approccio scelto di prevenzione del reato e protezione delle vittime mi sembra quello più corretto.

Oggi il Senato ha anche approvato la modifica al decreto cosiddetto 'svuota carceri' che prevede la custodia cautelare in carcere e non più gli arresti domiciliari per gli imputati di reato di stalking. Tutto questo significa che nel contrasto alla violenza sulle donne e al femminicidio si comincia a fare sul serio, che il diritto delle donne a non subire violenza viene assunto come una priorità e che, dunque, è in atto un cambiamento anche culturale che darà sicuramente i suoi frutti".

"Un'iniziativa di fondamentale importanza" per Valeria Fedeli, che ricorda le cifre del fenomeno: "In Italia, secondo i dati Istat, le donne tra i 16 ed i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale sono circa 6.743.000 e di queste il 14.3% ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner.Grazie al dl approvato oggi arriva ora una stretta contro lo stalking e i reati di violenza domestica con maggiori garanzie a tutela delle donne: la querela diventa irrevocabile, sono state introdotte aggravanti per coniuge e compagno anche non conviventi, viene introdotto l'arresto in flagranza per i maltrattamenti e per lo stalking, la possibilità di allontanare da casa il coniuge violento e assistenza legale gratis alle vittime.


Per debellare questo triste fenomeno occorre analizzarne le cause strutturali e lavorare su tre punti per rendere gli obiettivi della Convenzione di Istanbul effettivi: stereotipi, linguaggio, educazione. Introducendo rispetto della parità e della differenza di genere e puntando al superamento degli stereotipi sessisti lì dove essi si formano ovvero la scuola e la famiglia". 

"Dopo la ratifica della convenzione di Istanbul, il decreto legge approvato oggi dal governo è sicuramente un ulteriore e importante passo in avanti sul terreno delle misure di contrasto al femminicidio. La strada che si continua a percorrere è quella giusta ma adesso bisogna andare avanti e speditamente con le altre misure previste dalla convenzione di Istanbul". Valeria Valente sottolinea quanto la convenzione ponga "l'accento non solo sulla protezione delle vittime e la punizione dei reati ma anche e soprattutto sulla prevenzione delle violenze e la promozione di una cultura che sia veramente in grado di superare stereotipi e pregiudizi legati all'appartenenza di genere. E' essenziale puntare sull'educazione scolastica a un sano e corretto rapporto tra i generi e su un maggiore sostegno e potenziamento dei centri territoriali anti violenza per i quali, è bene ribadirlo, servono più risorse." 

Per Monica Cirinnà "L'iniziativa del governo è di grande importanza perchè interviene su una realtá troppo a lungo ignorata. Un segnale che va sostenuto e al quale, con forza, occorre dare seguito. Per questo è necessario fare in modo che venga approvato in tempi brevi anche il ddl sul femminicidio che si trova all'esame del Senato e che punta in modo incisivo sulla prevenzione. Chiederemo che davanti alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia si svolgano una serie di audizioni delle associazioni del settore al fine da mettere a punto le migliori e piú efficaci politiche per combattere quest'odioso fenomeno.

C'è da augurarsi che l'impegno del governo in questa direzione si concretizzi nel necessario finanziamento dei centri antiviolenza con risorse adeguate, sará quello il test della reale volontá d'intervento".

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camusso e bersani a napoli 18 febbraio 2012 dalle donne democrartiche
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